Il bicchiere mezzo pieno: Birra Nursia si espande ed prosegue il suo percorso di evangelizzazione, a tre anni dalla sua nascita

NORCIA – Per celebrare tre anni di produzione della birra, una nuova collaborazione con il distributore

di birre artigianali Interbrau e l’incremento produttivo, il 16 agosto i Monaci di Norcia hanno

organizzato un tour del birrificio con annessa degustazione della loro deliziosa birra.

In questo ultimo anno abbiamo concentrato gli sforzi “per esportare la birra fuori dalle mura

cittadine e dai confini italiani”, dice Padre Martino Bernhard, il portavoce della comunità per quanto

riguarda l’operazione “Birra Nursia”.

 

“Nella sua operazione di commercializzazione della birra, Interbrau ha posto l’accento sulla sua

eccezionale qualità monastica,” prosegue Padre Martino.

 

Vogliono dimostrare agli acquirenti che questa birra “è diversa non solo perché è prodotta in

un monastero, ma dagli stessi monaci che uniscono la produzione della birra alla loro vita di

preghiera.”

 

“La partnership con Interbrau ha prodotto un aumento della domanda a livello globale,

aggiunge Padre Martino”, citando una recente richiesta da parte di un acquirente cinese.

Ma i monaci non sono stati gli unici a trarre beneficio dall’aumento delle vendite. Il successo

della birra è stato un fatto positivo anche per la gente di Norcia.

 

I Nursini sono “fieri di poter offrire un prodotto artigianale che si sposa bene con il cibo locale,”

dice Frater Filippo Wilmeth, che si occupa dell’imbottigliamento e del confezionamento della birra, “il

che favorisce un buon rapporto tra i monaci e la popolazione locale.”

 

I monaci stimano che il birrificio, che è stato recentemente ristrutturato per ospitare la

crescente richiesta, produca fino a 50,000 litri di birri all’anno. Un lavoro impegnativo ma che, secondo

i monaci, si adatta bene alla loro spiritualità.

 

“Avere un vero lavoro da svolgere è una cosa positiva per noi,” dice Frater Filippo. “Visto che la

maggior parte delle persone nel mondo ha bisogno di lavorare per vivere, è importante che anche noi

facciamo la nostra parte.”

 

Produrre birra richiede “giornate di duro lavoro e molto sacrificio”, e aiuta i monaci a “crescere

nella virtù”, continua Frater Filippo.

 

La cosa più gratificante di tutto questo processo è vedere come la birra stia guidando le

persone verso una crescita spirituale, dice Padre Martino.

 

Abbiamo assistito a “molte esperienze positive da parte di persone venute per assaggiare la

birra, che poi rimangono per assistere ai vespri il che ha come risultato una crescita spirituale.”

“Questo fa parte della Nuova Evangelizzazione,” continua Padre Martino, in quanto la birra

“mostra che le persone si possono relazionare con noi, anche se siamo separati dal mondo, questo è

un servizio per l’umanità.”

 

L’anniversario è stato celebrato davanti al negozio di souvenir del monastero, adiacente Piazza

San Benedetto, nel centro di Norcia. Un gruppo jazz ha suonato davanti al palazzo del comune e i

visitatori a turno hanno fatto un giro del birrificio, accompagnati dal mastro birraio, Frater Francesco

Davoren, che ha spiegato il processo di produzione della birra.

 

“In generale le persone sono curiose di sapere come viene prodotta la birra,” dice Frater

Francesco, “e i produttori italiani di birra artigianale vogliono saperne i vari dettagli.”

Frater Francesco, che era appassionato di birra monastica prima di entrare in monastero, dice

che il suo incarico come “mastro birraio” è un esempio della provvidenza divina.

 

“Prima di diventare un monaco ero un grande appassionato di birre; conoscevo le birre

trappiste e varie birre da tutte le parti del mondo, pertanto avevo un’idea abbastanza precisa di come

gestire il birrificio” dice Frater Francesco.

 

“I visitatori non si limitano solo a chiedere come viene fatta la birra,” aggiunge, “ma fanno delle

domande anche sulla vita monastica.”

 

Da lì “lascio semplicemente che il discorso continui da sé,” conclude Frater Francesco.